Esce in libreria “Guida al Sake” by Lorenzo Ferraboschi e nel frattempo Sake Company va oltre confine.

Il Sake continua a suscitare sempre maggiore interesse e ad allargare il proprio mercato nel territorio italiano e non solo, sono ormai tantissimi i suoi cultori ed appassionati. Una delle figure di riferimento per questa bevanda alcolica ed il Giappone è sicuramente Lorenzo Ferraboschiche dopo diversi anni ha finalmente deciso di pubblicare la “Guida al Sake”, grazie al sostegno e al supporto di Trenta Editore. Nel frattempo con la sua Sake Company ed insieme alla moglie Maiko Takashima, è riuscito a varcare i confini italiani grazie ad un progetto di franchising ambizioso e molto intelligente (sakecompany.eu). In pochissimo tempo sono arrivati in Spagna, Germania, Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo, dando la possibilità ai distributori locali di accedere al loro ricco network di 200 produttori giapponesi di sake e di sfruttarlo a pieno per ampliare la propria gamma. In questo modo chi fa parte del franchise ha anche l’enorme vantaggio di ammortizzare in modo significativo le spese di trasporto ed importazione. La collaborazione inoltre prevede una possibile consulenza sulle referenze da inserire in base a tipologie ed esigenze, infatti per ogni etichetta di ogni produttore vi è ovviamente anche già disponibile tutto il materiale di supporto con schede tecniche tradotte ed immagini. Questo processo di crescita e di sviluppo è dovuto anche grazie alla Sake Sommelier Association che ha riconosciuto Sake Company come provider ufficiale per il mercato europeo.

La parola “sake” è ormai conosciuta in tutto il mondo e non solo dai cultori del Giappone. Ma chi sa veramente che cos’è il sake? Come nasce e come si produce?
Questo libro rappresenta un punto di partenza per tutti coloro che vogliono saperne di più su questa particolare bevanda, ma non sanno da dove cominciare. Una sorta di viaggio attraverso la sua storia, il suo ruolo culturale in Giappone e nel mondo, e la sua produzione. Terminata la lettura avrete tra le mani un passe-partout per il mondo del sake, uno spiraglio dietro la bottiglia che racchiude la comprensione di tutto il lavoro che c’è dietro la bevanda giapponese più famosa al mondo.

Titolo: Guida al sake
Autore: Lorenzo Ferraboschi
Pagine: 128
Prezzo di copertina: 16,00 euro
Il libro è in vendita in libreria, su sakecompany.com e sui principali siti di vendita online.
Per informazioni e materiale per la stampa scrivere a: redazione@trentaeditore.it
ALCUNI CONSIGLI DI ABBINAMENTI
Carne: la carne si sposa perfettamente con un honjo-zo dal carattere ricco, ma anche dei junmai o dei sake invecchiati, meglio se serviti a temperatura ambiente. Perfetti come accompagnamento alla carne grigliata, ma anche a salumi e insaccati, perché vanno ad accentuare il sapore forte e intenso della stagionatura. Per le carni bianche si consigliano honjo-zo e futsu-shu dal sapore fresco, ma anche i junmai ginjo.Pesce: che sia servito come ingrediente principale o come ingrediente per un sugo, il consiglio è quello di abbinarlo a un calice di junmai ginjo o junmai daiginjo, soprattutto per i pesci bianchi. Per pesci con maggiore contenuto di grasso, o cucinati con ricette più speziate, potete provare invece un junmai, dal gusto leggermente più deciso.Formaggi: per formaggi freschi e morbidi, abbiniamo un junmai, un honjo-zo, oppure un junmai ginjo dal gusto più ricco, piuttosto che un sake leggermente invecchiato. Per i formaggi stagionati o erborinati, si può provare un sake dall’invecchiamento più lungo, dove le note di umami primeggiano e c’è una componente lattica importante.

L’AUTORE
Lorenzo Ferraboschi - classe 1977, laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano, nel 2000 vince una gara per andare a disegnare showroom in Giappone. Lì lavora prima come Interior Designer e poi come Industrial Designer. Durante gli anni in Giappone scopre il sake, torna in Italia con sua moglie Maiko e decide di diventare Sake Sommelier. Nel 2015 fonda Sake Company, con l’obiettivo di portare sake di qualità in Italia. Sempre quell’anno comincia a collaborare con la SSA (Sake Sommelier Association), con la quale si impegna nell’organizzazione di corsi formativi sul tema del sake. Oggi è il referente italiano della SSA e si occupa a tutto tondo della promozione della cultura enogastronomica giapponese nel nostro paese. Guida al sake è il suo primo libro.

TRENTA EDITORE nasce nel 2004 con uno scopo ben preciso: diffondere la cultura del cibo con emozione e passione, attraverso una proposta editoriale innovativa e creativa; non a caso il primo libro edito, Gli Chef del Vino, raccontava per la prima volta l’ingresso dell’alta ristorazione nelle aziende vinicole italiane Da allora il catalogo della casa editrice si è ampliato di collana in collana fino a diventare un vero e proprio hub di cultura del cibo in ogni sua forma. Fondatore e amministratore è BARBARA CARBONE, giornalista professionista e autrice di molti libri di cucina. Orgogliosa delle sue origini napoletane, è da sempre una grande appassionata di cucina e di vini da ogni parte del mondo perché “la buona tavola fa incontrare persone, suscita emozioni e stimola nuove idee.”

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Domenica 31 Ottobre apre “Sparpagliato”, la Chirasheria di Quartiere firmata dai ragazzi di Armonico

Veloce, immediato, un buon pasto fast di ispirazione giapponese, non impegnativo, che mantenesse alti standard di qualità, una nuova risposta alle evoluzioni ed ai trend di mercato che hanno voluto dare i quattro ragazzi fondatori di Armonico (Daniel Fompowou, Francesco Riganelli, Gian Marco Virgini e Teo Re Fraschini) a pochi mesi di distanza dall’apertura del primo progetto.

Il nome “Sparpagliato” nasce dalla traduzione letterale di chirashi, ovvero sushi sparpagliato. E’ un progetto differente con un brand ancora una volta italiano che vuole parlare ad un pubblico diverso, più giovane, con un tone of voice più irriverente, ironico e urban, lo si nota già dal packaging molto colorato e un po’ fumettoso ma sempre curato nei dettagli. Una chirasheria di quartiere da tutti i giorni, gli ordini partono dalla piattaforma online realizzata su Sparpagliato.com; il primo punto delivery servirà il quartiere “Isola" (Milano) con rider interni dedicati, consegna “fast” nel giro di 15 minuti di bicicletta. Più semplice nella proposta ma non meno bramoso, è un concept che ambisce e si presta più facilmente alla replicabilità, ha l’obiettivo non troppo velato di aprire diversi punti, non solo “ghost” ma anche take away, in altri quartieri della città.

Si parte inizialmente con 11 differenti versioni di chirashi, cambieranno periodicamente, il riso utilizzato è esclusivamente quello da sushi condito con la salsa segretissima “Buddyllossa”. Viene proposto in alcune varianti originali giapponesi, come quello con pesce misto (branzino, salmone, tonno, sgombro, mazzancolla, tobiko rosso e furikake misto), altre più mediterranee ed europee utilizzando pomodoro secco, rucola o cipolla fritta, ma non vanno certo dimenticate le due versioni vegane, ovvero Tò-Fumè (sesamo, cetriolo a fili, tofu affumicato, avocado, edamame, funghi cardoncelli e ceci) e Vitamix (sesamo, cetriolo a fili, kanpyo, shiso, kiwi, barbabietola marinata, yukari mishima, furikake viola).

La qualità resta al centro del progetto con una grande attenzione alla selezione delle materie prime, alle procedure ed alle tecniche adottate da allevatori e pescatori, rigorosamente certificati Friend of the Sea ma il posizionamento è molto più allargato rispetto al fine-delivery, abbordabile e per tutte le tasche, dagli 11 ai 16 euro consegna compresa, un buon compromesso tra qualità e accessibilità, l’idea giusta per il pranzo in ufficio o per una cena easy a casa.

Sparpagliato, la chirasheria di quartiere per l’easy di qualità.

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Sparpagliato - la tua Chirasheria di quartiere

via Pastrengo, 15 - 20159 Milano
sparpagliato.com / Telefono 0245487801
Instagram & Facebook @sparpagliato.cirashi

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L’autunno di SINE by Di Pinto: Grandi degustazioni, Tavolo in cucina e nuova Saletta

Sono molte le novità che accompagnano l’autunno di SINE, il ristorante gastrocratico di Roberto Di Pinto. Dal 26 ottobre inizieranno le degustazioni con grandi cantine, appuntamenti dedicati a cultori, appassionati e buongustai per gustare in profondità le peculiarità dei vigneti di un territorio, grazie anche alla presenza ed al racconto dei produttori. Si comincia con Joaquin, azienda campana relativamente giovane che vendemmia tra Lapio, Tufo e Paternopoli ed ha sorpreso e conquistato per la sua autenticità. Si prosegue poi con due aziende che non hanno bisogno di grandi presentazioni ovvero Biondi Santi e Ceretto.

26 Ottobre - Joaquin

Bianco dell’Isola 2019 - Snack di benvenuto e Pizzetta fritta, zucchine, palamita e basilico

Vino della Stella 2018 - Tartare di anatra, midollo, mallo di noci e amaranto

Piante a Lapio 2013 - Risotto, latte di mandorla e caviale

Aglianico I Viaggiatori 2017 - Guancia di manzo, patata al rafano e liquirizia

Taurasi - Caciocavallo podolico della Basilicata 24 mesi e confettura di mela annurca

Piccola pasticceria

150,00 € a persona

9 Novembre - Biondi Santi

Benvenuto con Piper Heidsieck Essentiel

Rosso di Montalcino 2012 : Annata fredda vino austero e fresca acidità , ha potuto giovare di un lungo affinamento in bottiglia  

Rosso di Montalcino 2015 – Annata mediamente calda dall’andamento climatico perfetto , grande equilibrio e struttura

Rosso di Montalcino 2018 – Annata mediamente fresca , frutto fragrante e spiccata eleganza.

Il gran finale con Brunello di Montalcino 2009.

Il menù in abbinamento sarà composto da 5 piatti con i quali lo chef interpreterà la Toscana tra fegatini, lumache e foie gras

180,00 € a persona

30 Novembre - Ceretto
Benvenuto con Delamotte Blanc de Blancs
Nebbiolo Bernardina 2019
Barbaresco Bernardot 2014 
Barolo Brunate 2015
Barolo chinato
Una splendida serata tra le meraviglie ed i sapori del Piemonte e delle Langhe

Degustazione e menù completo verranno definiti a breve

180,00 € a persona

Il lunedì sarà inoltre possibile prenotare lo Chef's Table che può ospitare da 2 a 4 persone. L'esperienza è una speciale occasione per entrare a strettissimo contatto con Roberto e il suo mondo. In questo caso, il menù viene modellato sulla base di chi si siede a tavola. Viene infatti pensato e creato ad hoc qualche giorno prima, grazie ad un breve questionario inviato agli ospiti per coglierne gusti e “simpatie”. E solo per chi si accomoda allo Chef's Table, la possibilità di scegliere il vino direttamente nell’accogliente cantina dello Chef.

Altra novità è la nuova saletta, completamente diversa rispetto a tutto il resto del ristorante. I suoi colori toccano il mattone e l’oro, è uno spazio più appartato e riservato, ideale per ospitare gruppi fino a 20 persone e, oltre al classico servizio, viene utilizzata per degustazioni o per concludere l’esperienza gastronomica con un buon drink.

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SINE
viale Umbria 126 (angolo C.so XXII Marzo) - 20135 Milano
sinerestaurant.com / info@sinerestaurant.com
+39 0236594613
Aperto dal lunedì al venerdì 19:30 - 23:30 - sabato 12:30 - 15:00

Paolo Pojano
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via Quarto Cagnino, 24 - 20153 Milano
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“The Martini Room” - Ca-Ri-Co apre la prima stanza dedicata al cocktail più famoso al mondo.

Dopo i numerosi riconoscimenti ricevuti negli ultimi 18 mesi Ca-Ri-Co (by Dom Carella & Lorenzo Ferraboschi) apre la prima stanza dedicata al cocktail Martini in tutte le sue declinazioni, “The Martini Room”. Il format è assolutamente innovativo, parte da un concetto di fruibilità del tempo, infatti, si acquista tempo in base a 3 formule: 30, 60 o 90 minuti, ovviamente estensibili se vi è disponibilità.

All’interno del tempo, i Martini sono illimitati e serviti in coppe da mezzo drink in modo da avere la possibilità di assaggiarne più tipologie, mentre, oltre a un piccolo aperitivo di benvenuto, i piatti vengono serviti ogni 15 minuti. Sono pensati per un piacevole accompagnamento e sempre realizzati da Leonardo D'Ingeo, chef di Ca-Ri-Co, il cliente deve giusto rispondere a qualche domanda per approfondire gusti e preferenze.

30 minuti a 30 euro per chi desidera un aperitivo, 60 minuti a 50 euro per una sorta di light dinner e infine 90 minuti per 70 euro per un’esperienza completa.

Dry Martini, Gibson, Vesper, Dirty ed altri twist, si passa dai classici, alle versioni più originali, il racconto ed il percorso sono guidati sartorialmente da Dom Carella.

The Martini Room è un luogo intimo, 7 posti a mezzaluna ed allo stesso bancone dove le uniche luci sono occhi di bue sulle mani del bartender e sul drink & food dell’ospite. Un’atmosfera unica, raffinata ed affascinante che crea vibes ed un legame meraviglioso tra l’eleganza del drink ed altri elementi super-grunge, a partire dalla musica funky, house ed elettronica. Il cliente ha così modo di dedicarsi esclusivamente alla sua esperienza senza preoccupazioni legate al costo, può finalmente godersi il momento e pensare a se stesso. Questa room ospiterà prossimamente anche cene immersive ed è a disposizione per essere privatizzata per piccoli eventi.

Il cocktail più elegante ha finalmente la sua “casa”, The Martini Room.

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The Martini Room @ CA-RI-CO
via Savona 1 - Milano
dal mercoledì al lunedì dalle 20 alle 2


La calda fine estate by CA-RI-CO

Dinamicità ed energia hanno sempre caratterizzato CA-RI-CO fin dai primi passi della sua apertura ed oggi può essere considerato una delle scoperte più piacevoli degli ultimi travagliatissimi 18 mesi. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti che hanno premiato l’ottimo lavoro di Domenico Carella e di tutta la sua squadra, ha saputo consolidarsi ed ora, con l’inizio della nuova stagione, parte con un fitto e molto interessante calendario di eventi. Spazieranno dall’ospitare lo chef stellato Nino Rossi di Qafiz ad alcuni dei migliori cocktail bar di tutto il mondo come “Baba au Rum” di Atene e “Lost & Found” di Nicosia, entrambi inseriti nella World 50 Best Bars, splendide occasioni per ampliare la propria visione e continuare il suo percorso di crescita.
Gli appuntamenti prevederanno sia momenti dedicati in particolare a colleghi e professionisti, sia momenti aperti al pubblico.
 

Gin Week
12 Settembre Guest shift con Cinquanta Spirito Italiano (Pagani - SA) e Laboratorio Folk (Pomigliano d’Arco)
13 Settembre Guest shift con Porto 51 (Ischia - NA) e Radici Clandestine (Caserta)

13 - 19 Settembre Negroni Week

19 Settembre - Four Hands dinner Leonardo D'Ingeo & Nino Rossi
1 stella Michelin - (Qafiz - Santa Cristina d’Aspromonte) 

23 Settembre - Lost & Found - Nicosia (Cipro)
Masterclass + Guest Shift

27 Settembre - Baba au Rum - Atene (Grecia)
Masterclass + Guest Shift 

Cinquanta Spirito Italiano (Pagani - SA)
Recentissima apertura dal respiro internazionale che sposa la qualità dell’accoglienza e versatilità dell’offerta. E’ un progetto guidato da una squadra di giovani trentenni che hanno avuto esperienze lontane dalla loro terra e hanno deciso di tornare per valorizzare il loro territorio.

Laboratorio Folkloristico (Pomigliano d’Arco - NA)
Un vero e proprio laboratorio di idee dove il territorio è grande protagonista, come la collaborazione con piccoli produttori virtuosi dell’area vesuviana e i distillati creati dalle piante nelle mini serre verticali sulla parete dietro il bancone.

Porto 51 - Ischia (NA)
E’ il progetto di quattro fratelli che, dopo varie esperienze cosmopolite, hanno deciso di aprire un cocktail-bistro al porto di Ischia puntando su qualità delle materie prime e preparazioni minuziose. Iconica la sua Zingara Ischitana

Radici Clandestine - Caserta (CE)
Storico locale del centro della città che vive sul forte attaccamento alla cultura locale e all’identità del luogo con il patrimonio botanico della vicina Reggia, unita alla voglia di guardare al futuro ed aprirsi al resto del mondo.

Lost & Found - Nicosia (Cipro)
Aperto nel 2013 da Dinos Constantinides ha portato Cipro sul radar del mondo dei cocktail e da allora ha continuato a crescere, rimanendo costantemente nella “The World 50 Best Bars”. Piccolo e sempre pienissimo, arredamento un po’ retro con pavimento a scacchiera, un tempo ospitava al piano terra un laboratorio di bevande che è stato poi spostato al piano superiore, gli ospiti possono divertirsi attraverso una mappa dei cocktail contenuta nel menu.

Baba au Rum - Atene (Grecia)
E’ il padre della scena dei cocktail ad Atene, Thanos Prunarus, patron amante del bien-vivre ha aperto questo tempio del rum più di 10 anni fa e da allora ha collezionato premi e riconoscimenti. Il rum è al centro del progetto, pochissimi locali possono offrire interpretazioni migliori di cocktail al rum, inoltre è anche molto ben supportato da proposte sia classiche sia molto più creative che valorizzano altri spirits.

Ostrica, uova di pesci , composta di opuntia , rabarbaro 
Cremée brulée alla nduja di spilinga

Gambero rosso, rucola di mare, cozze,piparelli e ponzu al bergamotto 
Tartare di cavallo , lardo, concentrato di cipolla,  kimchi di patata 

Tagliolino freddo,  salsa al  fegato di patella, la sua tartare, polvere di lime nero 
Carnaroli, abete bianco, tartufo aspromontano 

Sgombro, il suo fondo, Mirtilli fermentati, salicornia 
Agnello, salsa all’aglio, cicoria , porcino e nepetella 

Spuma alla kombucha,  crumble di frutta secca, Gelatina di pesca frizzante 
Namelaka al finocchietto marino, gelato al riccio di mare, biscotto alle alghe.

120 euro incluso pairing con cocktails, vino, sake e liquidi

Nino Rossi
Qafiz - 1 stella Michelin - Santa Cristina d’Aspromonte (RC)

Classe 1981, dopo studi di comunicazione sogna un avvenire dietro ai fornelli e inizia, così, a formarsi da autodidatta sui libri. Dopo diversi stage e tirocini presso cucine prestigiose come quelle di Norbert Niederkofler e Giancarlo Perbellini, torna in Calabria e prende in mano la gestione di Villa Rossi. 
Nel 2013, continua la sua formazione presso l’Arthhaus Hotel a Davos dove si occupa di gestire la cucina ma è il 2016 l’anno della svolta, quando avvia il Qafiz, a Santa Cristina D’Aspromonte (RC). Lo chef Rossi ama rompere gli schemi proponendo ricette e tradizioni di una Calabria inedita ma il suo scombinare ingredienti e materie prime non escludono, certo, rigore e desiderio di perfezione. 
La sua gastronomia è ricerca e sperimentazione ed il Qafiz, un casale settecentesco trasformato in cucina locale, è un viaggio guidato verso nuove esperienze. 
Nino Rossi si distingue per padronanza tecnica e creatività assoluta, strizza l’occhio all’Oriente e, nonostante il suo locale sorga nel cuore dell’Aspromonte, nel suo menù non mancano i riferimenti al mare. Grazie alle sue straordinarie capacità, i prestigiosi riconoscimenti non tardano ad arrivare e ad oggi può vantare una stella Michelin e tre cappelli Le Guide de L’Espresso.

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Carico
via Savona, 1 - Milano
Facebook @caricomilano
Instagram @carico_milano
18:00 - 24:00 dal mercoledì al lunedì
chiuso martedì

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via Quarto Cagnino, 24 - 20153 Milano
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COK - Cans or Kegs: Cocktails prêt-à-porter, dove vuoi, quando vuoi

Cok - Cans or Kegs è il nuovo progetto dedicato al mondo cocktail per essere declinato in fusti da 3, 10 o 20 litri oppure in lattina. La firma e la miscelazione dei drink è a cura di Domenico Carella, figura molto conosciuta nell’ambiente ed oggi titolare di una delle più apprezzate e piacevoli sorprese dell’ultimo seppur travagliato anno, Ca-ri-co.

Bar, Discoteche, ristoranti, temporary, hotel e spazi per eventi, Cok - Cans or Kegs è un brand di proprietà di DHC srl, è la risposta prêt-à-porter per offrire a loro un prodotto di alta qualità con un totale controllo dei costi sia in termini di drink, sia in termini di personale. 

Il funzionamento è molto semplice ed immediato, è sufficiente scegliere il fusto, attaccarlo alla spina e servire nel bicchiere.

Questo permette inoltre di servire un grande numero di drink in poco tempo senza aver alcuna alterazione degli standard qualitativi.

Al momento sono 6 i drink tra cui è possibile scegliere: 5 rappresentano i più popolari del momento (Spritz, Gin Tonic, Paloma, Gin Gin Mule, Negroni) e a loro si aggiunge un’originale twst del più classico degli aperitivi italiani, l’Hibiscus Americano, sempre firmato da Dom Carella. Inoltre, con lotti di produzione minimi è possibile avere una customizzazione totale delle ricette per un prodotto su misura e più esclusivo.

I prezzi variano dai 180 ai 250 euro (per il Negroni) per un fusto da 20 litri con il quale si possono spillare circa 160 drink da 12 cl oppure 130 drink da 15 cl. Traducendo in numeri ancora più interessanti, il costo unitario è di 1,09 € (12cl) o di 1,36 € (15cl) a Spritz, considerando che si riescono a spillare fino 300 drink all’ora il mix risulta essere davvero interessante per qualsiasi attività ho.re.ca. Ai fusti è stato aggiunto anche il formato in lattina da 250cl per un’ulteriore versatilità.

«Tutti i prodotti a marchio Cok - sottolinea Dom Carella - vengono realizzati nel nostro laboratorio e gli ingredienti, sia che si parli di spirits che di sodati, sono prodotti internamente da noi. In questo modo riusciamo a mantenere uno standard costante e qualitativamente elevato in modo da offrire ai nostri clienti drink unici».

La promozione e la vendita sul territorio avviene sia attraverso una rete di agenti disseminati in tutto lo stivale sia con un e-commerce dedicato. A garanzia di un lavoro ben fatto, l’installazione avviene sempre previo sopralluogo, Cok mette a disposizione impianti da una a sei vie, ma riesce ad adattarsi anche ai classici impianti di spillatura già installati all’interno dei diversi locali. Inoltre è stato realizzato uno speciale party-puma che può essere trasportato ovunque per riuscire a rispondere alle esigenze di eventi, grandi club o bar temporary.

Importante sottolineare anche l’attenzione agli sprechi e all’ambiente, infatti tutti i fusti sono realizzati in materie plastiche per la maggior parte riciclate, facili da piegare e da smaltire.

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COK - Cans or Kegs

cokcompany.it

info@cokcompany.it


La calda estate di ARMONICO: il primo “Fine Delivery” lancia una Partnership con MuseoCity e un’innovativa website experience

La giovane realtà del panorama milanese Armonico - sushi culture, firmata da quattro ragazzi under 30, si sta affermando come il primo “Fine Delivery” e nel suo costante ed imperituro dinamico percorso di crescita ha pronte grandi novità anche per l’estate. Innanzitutto una webexperience assolutamente innovativa sarà implementata dalla fine questo mese e rappresenterà una vera e propria rivoluzione nel panorama degli ordini/delivery online con l’obiettivo di fornire un servizio sempre più a livello di un hotel 5 stelle.

Pochi giorni fa è poi partita l’iniziativa con Museo City e proseguirà per 4 settimane, un bellissimo connubio all’insegna dell’arte e del buongusto. All’interno di ogni pacco consegnato da Armonico - sushi culture vi sarà un invito gratuito brandizzato MuseoCity che promuoverà la visita a rotazione di un’istituzione museale meno nota del proprio circuito, il tutto verrà gestito attraverso un sistema di QR-Code e chatbot.
Questi i musei coinvolti: Archivio Rachele Bianchi, museo della macchina da scrivere, centro artistico Alik Cavaliere, Fondazione Correnti - Studio Museo Treccani.

Una splendida iniziativa che associa Arte, Cultura e Fine Dining.

ARMONICO - sushi culture, il primo Fine-Delivery firmato da quattro ragazzi under 30

Creatività, elasticità ed attenzione alle evoluzioni del mercato, Armonico - sushi culture è il primo progetto che può essere realmente definito “Fine-Delivery”. 

Quattro giovani amici under 30, Daniel Fompowou, Francesco Riganelli, Gian Marco Virgini e Teo Re Fraschini, ad inizio 2020 hanno iniziato a pensare ad un progetto insieme, in un primo momento destinato ad Ibiza, un ristorante giapponese con cocktail bar. Poi, le problematiche pandemiche hanno fatto sì che che venisse spostato su Milano e parte del format venisse radicalmente trasformato, puntando su un mercato che molti ristoranti hanno sempre visto solo come un accessorio o qualcosa di superfluo, o addirittura non hanno mai nemmeno approcciato.

Il nome Armonico si ispira alla filosofia giapponese Ikigai, termine che non ha una vera e propria traduzione italiana ma il suo significato è “ragione di vita, di esistere”, ovvero tutto ciò che rende la vita bella da vivere, la felicità intesa come scopo di vita. L’Ikigai è il centro di quattro cerchi (ciò che ami, ciò di cui hai bisogno, ciò che sai fare bene, per ciò che ti pagano) che si intersecano tra loro, allo stesso modo il concept di Armonico ha al proprio centro il Fine Delivery.

Cosa vuol dire Fine Delivery?

E’ vivere un’esperienza fine dining tra le mura della propria casa o dell’ufficio dove ogni dettaglio è stato pensato con l’approccio di un ristorante gourmet, partendo da grande qualità e ricerca nelle materie prime, che vengono poi lavorate con autenticità e rigore nelle preparazioni e nella presentazione. Le proposte sono esclusivamente di pesce crudo, frutta e verdura, ideali per mantenere un alto livello qualitativo con il servizio delivery. Il cliente ha a disposizione una website experience unica sia nel processo di ordine che a livello di informazioni, inoltre, riceve sempre delle box nominali, in modo che, nello stesso ordine, ogni persona abbia ben identificati i suoi pezzi e non vi siano contaminazioni per intolleranze ed allergeni. La gestione interna del servizio di consegna con propri rider e propri mezzi elettrici garantisce competenza e un totale controllo di tutte le fasi del processo, oltre al rilevante particolare che la copertura di consegna è ad ampio raggio; infatti, sono serviti i cap di tutta l’area di Milano ed in qualche caso, su richiesta, anche del vicino hinterland. Non vi è alcuna spesa di consegna e viene messa anche a disposizione una chat con risposte immediate a supporto per l’assistenza clienti.

Questo contatto tramite chat è un elemento sicuramente innovativo per il mondo della ristorante, il “concierge” Ambrogio è sempre al servizio del cliente che può così porre domande riguardo a problematiche, particolari esigenze dell’ordine o togliersi lo sfizio di qualche curiosità (ad esempio: “come sono state lavate le verdure crude e se le può mangiare quindi una donna in cinta”, “se il prodotto è stato abbattuto, da chi si riforniscono”). Questo servizio sarà utilissimo anche in un prossimo futuro per la saketeca così da guidare/aiutare il cliente nella scelta del sake più adatto per i suoi gusti e per l’occasione.

Tutti questi piccoli e grandi ingredienti delineano un qualcosa di nuovo nel mercato del delivery, “Armonico, il fine delivery”. Accanto, è stato aggiunto il pay-off “Sushi Culture”, una testimonianza dell’intento di totale trasparenza nei confronti del cliente, attraverso elementi e contenuti che verranno pubblicati nel blog che mostrano e raccontano il lavoro di selezione e ricerca che viene fatto sulle materie prime tra pescato e allevamenti certificati Friend of The Sea e in questo modo gli permettano di percepire la qualità del prodotto. La sala fisica del ristorante verrà invece completata e aperta ai clienti in un secondo momento in via Pastrengo, nella sempre più vivace zona Isola, oggi è il centro di produzione e distribuzione.

La cucina è guidata da Josè De Souza, chef brasiliano di San Paolo, incontrato da Teo, uno dei tre fondatori, nel 2016 in un piccolo ristorante giapponese a Lisbona grazie alla segnalazione di un recruiter e portato in Italia 30 ore dopo per seguire un nuovo progetto. Classe ’74, ha avuto diverse esperienze in giro per l’Europa e da oltre 25 anni si dedica al mondo del sushi.

L’offerta è molto ampia, sono circa un centinaio le proposte nel menù, tra uramaki, gunkan, hosomaki, nigiri e sashimi, incluse una decina di box degustazione, e tende ad assecondare la stagionalità, in particolare per ciò che riguarda la parte vegana, molto più ricca ed interessante rispetto alle abitudini. Il pranzo ha un’offerta dedicata con cirashi e box ad hoc con un posizionamento prezzo che va dai 18 ai 34 euro. A completamento una generosa cantina di sake dove è possibile essere supportati dal concierge “Ambrogio”.

Armonico - sushi culture, il primo vero “fine delivery” di Milano.

ALTRE INFO sul CIRCUITO MUSEO CITY

ARCHIVIO RACHELE BIANCHI

Uno spazio per lo studio e la valorizzazione della produzione di Rachele Bianchi, interessante scultrice di matrice novecentesca, il cui Personaggio, installato lo scorso settembre in Via Vittor Pisani, è stata la prima statua raffigurante una donna e realizzata da una donna a diventare monumento pubblico cittadino.

Alle donne la Bianchi ha dedicato tutta la sua lunga carriera artistica: il tema della femminilità è stato il cuore della sua ricerca, che l’ha portata a produrre più di 1500 opere tra sculture, ceramiche, disegni, pitture.

CENTRO ARTISTICO ALIK CAVALIERE

Il Centro Artistico Alik Cavaliere è stato costituito nel 1998 a pochi mesi dalla scomparsa dell’artista col fine “di raccogliere e conservare a Milano le opere di Alik Cavaliere: sculture, disegni, quadri, bozzetti, scritti ed anche opere di altri artisti e documenti fotografici e di altro tipo, utili a ricostruire i momenti significativi della ricerca artistica a Milano nella seconda metà del Novecento.

Nei bellissimi locali, parte di un convento del Seicento, che sono stati per oltre dieci anni l’ultimo studio di Cavaliere, vengono ospitate a rotazione le opere e gli allestimenti di Cavaliere, esposti in parte nelle belle sale e in parte nel delizioso giardino interno, costellato da un suggestivo insieme di piante da frutto, vere e opere in bronzo.

Il Centro Artistico è stato promotore, negli anni, di importanti iniziative quali esibizioni e mostre, senza dimenticare le più recenti partecipazioni a convegni di studio scientifici e i numerevoli interventi in ambito accademico, tra cui le collaborazioni con NABA, Politecnico e Liceo Artistico Boccioni.
 

MUSEO DELLA MACCHINA DA SCRIVERE

Costituito nel 2006, conta oggi oltre 2000 pezzi, tra macchine da scrivere e calcolatrici storiche a partire da fine ‘800. Apertura nei giorni di martedì, venerdì e sabato, dalle ore 15 alle ore 19. Entrata libera. Organizza conferenze sulla storia della scrittura e concorsi di dattilografia per giovani e anche per adulti. Ha svolto importanti Mostre nelle principali città italiane e anche in Francia, Belgio, Svizzera e Germania.
 

FONDAZIONE CORRENTE – STUDIO MUSEO TRECCANI

La Fondazione Corrente è nata nel 1978 su iniziativa di Ernesto Treccani, di Lidia De Grada Treccani e di artisti e intellettuali amici da sempre come Vittorio Sereni, Alberto Lattuada, Mario Spinella e Fulvio Papi, con lo scopo di incrementare lo studio del periodo di rinnovamento culturale che va dal Movimento di Corrente al Realismo.

Insieme allo Studio Ernesto Treccani, la Fondazione ha sede nella cosiddetta Casa delle Rondini, con la facciata interamente decorata da maioliche policrome a opera di Ernesto Treccani, in via Carlo Porta 5 a Milano.

Centro culturale articolato su tre piani, Corrente conserva una biblioteca specializzata e diversi fondi archivistici e organizza ogni anno un ricco programma di mostre temporanee e conferenze, che spaziano dalla filosofia politica all’estetica, dalla storia dell’arte all’urbanistica, dalla psicoanalisi alla letteratura, dal teatro alla fotografia, con un’attenzione particolare al Novecento e alle tematiche di maggior attualità.

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Bedussi vince la puntata di "Cake Star" e vola con le sue Colombe

I clienti affezionati alle golose proposte firmate Bedussi non saranno stupiti nel veder approdare la famiglia bresciana sul piccolo schermo.
 
Dopo la Guida Pizzerie del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento di tre chicchi e tre tazzine ai vertici della Guida ai Bar d’Italia sempre del Gambero Rosso, e la presenza sulle altre guide di settore come L’Espresso e Identità Golose, si parlerà della pasticceria Bedussi anche sugli schermi della televisione italiana.
 
Dal 29 gennaio infatti, ogni venerdì alle 21.25 su Real Time (Canale 31) - e in anteprima su Discovery+ è iniziata la quarta edizone di “CAKE STAR: PASTICCERIE IN SFIDA”, la competizione più dolce della tv che in lungo e in largo attraverso la penisola scopre e fa visita ai pasticceri più talentuosi. 
 
Non poteva di certo mancare la presenza del valente Francesco Bedussi che ha rappresentato valorosamente la sua città natale, Brescia. Bedussi è infatti la nuova “Cake Star” della città aggiundicandosi la vittoria nella puntata andata in onda venerdì 26 Febbraio.

In ogni puntata tre pasticceri si sfidano per conquistare il palato esigente dei due giudici e dei loro avversari, cercando di guadagnare le tanto ambite 5 stelle. Come sempre ogni sfidante viene giudicato in tre categorie: la location della pasticceria, il cabaret di paste e il “pezzo forte”
 
Cosa avrà scelto il giovane Francesco per tenere testa ai rivali ed entusiasmare il giudizio degli assaggiatori? Secondo il pasticcere ad indirizzare l’esito finale sono stati i suoi gustosi cannoncini di crema realizzata con la fava di tonka e l’originalità della sua sfoglia. Ma anche il pezzo forte la “torta della mamma”: biscotto al cacao, fragola in due consisitenze, mandorle salate, mousse di yogurt. E sicuramente il panettone diventato ormai uno dei suo cavalli di battaglia.

Come la sua mirifica colomba che ormai ogni anno giunge a lievitazione e cottura perfette per allietare la Pasqua dei golosi. Per il 2021 sono state scelte le due versioni arancia e albicocca candite, e albicocca e cioccolato, di cui è appena iniziata la produzione.
 
Per la cugina stretta del panettone (con cui Bedussi si distingue anche a Natale) sono necessari giorni di lievitazione, un delicato procedimento per la canditura dei frutti che vengono uniti ai tuorli d’uovo, al miele, alla pasta d’arancio e alla scorza di limone, così da donare colore giallo intenso e soffice e fragrante dolcezza.
 
Un prodotto estremamente naturale, come del resto tutto ciò a marchio Bedussi, fatto con lievito naturale, sul peso farina si conta l’80% di burro (francese Elle & Vire), forme solo di 1 kg. La madre ha due rinfreschi (solo acqua e farina), una volta giunta a maturazione avviene l’impasto durante la sera (con acqua, tuorlo, lievito, zucchero, burro, senza sale), lievitazione di 12-14 ore finchè la massa non triplica, successivamente un secondo impasto arricchito con zucchero, miele d’acacia, pasta d’arancio. Infine appaiono i canditi, un’ora di riposo, inserimento negli stampi per 6-8 ore e via con la cottura per 50 minuti a 160 gradi. Infine le forme vengono pinzate e messe a testa in giù tutta la notte. Le colombe in vendita saranno circa 2000 al prezzo di 40,00 euro l’una (1 kg).

E' possibile acquistare con spedizioni in tutta Italia tramite la nuova App Bedussi e telefonicamente.

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Gourmet Giappone, la nuova piazza virtuale dei piccoli produttori giapponesi

E’ un nuovo progetto, una nuova grande piazza aperta online che accoglie piccoli produttori che desiderano avere una propria vetrina virtuale in Italia. Ognuno di loro verrà raccontato e descritto, attraverso storia, territorio e processi di produzione e ovviamente potrà mettere in vendita nel nuovo store i propri prodotti, molti dei quali spesso e volentieri non hanno mai oltrepassato le frontiere dal Giappone. La maggior parte sono ingredienti delle cucina giapponese, poco noti in Europa ed in Italia, e saranno venduti esclusivamente sul sito www.gourmetgiappone.com.

Con il passare delle settimane e dei mesi la piazza sarà sempre più popolata da prodotti e produttori differenti ma in una seconda fase sarà a numero chiuso.

Come sempre, quando si parla di Sol Levante, il progetto è firmato da Maiko Takashima e Lorenzo Ferraboschi, giovane realtà imprenditoriale già ideatrice dei progetti Sake Company, Wagyu Company e di altri concept dedicati alla ristorazione come Sakeya e Carico.

Il focus è quindi la cucina “washoku”, ovvero la cucina tradizionale giapponese che è stata insignita del titolo di Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO nel 2013, in riconoscimento dei costumi socio-culinari che si tramandano in Giappone da oltre mille anni. La cucina washoku ha quattro principali caratteristiche: stagionalità, ingredienti, equilibrio e estetica. Oggi molti hanno ormai preso confidenza con il sushi, il sake e la carne wagyu ma gran parte del cibo tradizionale giapponese può essere mangiato ancora solo in Giappone nei ristoranti ed alberghi tradizionali “ryokan”.

Le principali categorie dello store Gourmet Giappone sono: le salse fondamentali, i condimenti, il riso, il sake, gli tsukemono, il matcha e tè verde e man mano che nuovi produttori si affacceranno potrà crescere con nuove sezioni.

Nelle salse fondamentali troviamo ad esempio la salsa di soia, l’aceto, il miso e il sake ma andando più in profondità possiamo cogliere delle vere chicche. La salsa di soia è diventata ormai un ingrediente internazionale ed oltre ad essere utilizzata per cucinare piatti giapponesi, la troviamo di frequente anche in ricette mediterranee. Abitualmente si intende la salsa di soia scura ma pochi, anzi, pochissimi, conoscono per esempio l’esistenza di soia invecchiata o la salsa di soia bianca. E’ molto più preziosa, ha una produzione più limitata ed ha caratteristiche differenti: nella salsa di soia scura il rapporto di grano e soia è 1:1, in quella bianca è grano 9: soia 1.

Nei condimenti invece abbiamo le salse a base di succo di agrumi come Yuzu, Yukon, Sudaci e Daidai, di Dashi, olii vegetali ed erbe aromatiche (shiso, kinome). Oltre a diverse tipologie di salsa ponzu, la più utilizzata nella cucina giapponese, troviamo la salsa di sesamo e l’ajidashi (mentsuyu). Quest’ultimo è un condimento a base di dashi di alga o di pesce, salsa di soia, mirin, sake e zucchero. Può essere utilizzato così com’è come “salsa=tsuyu” per noodles come soba, udon e somen, oppure quando si vuole aggiungere un po’ di dolcezza e umami al piatto. E’ simile ad una salsa di soia diluita con il brodo, ma è decisamente molto più ricca.

Altra novità sono gli tsukemono, verdure stagionali che vengono marinate con diversi ingredienti come sale, aceto, salsa di soia, sakekasu e miso. Possono essere mangiati da soli o con del riso bianco, ve ne è una grande varietà, sia per ingredienti, sia per metodo di fermentazione o contenuto di sale e spesso e volentieri sono diversi da regione a regione. Le loro principali peculiarità sono la migliore conservazione degli ingredienti e l’aumento dell’umani. Caratteristici sono i fiori di ciliegio al sale, i germogli di bambù mariti in salsa di soia al pepe sansho e la bardana marinata in salsa di soia (Asa Gobou).

Più conosciuto è sicuramente il tè verde, viene prodotto in Giappone dalla prima metà del XXII secolo durante l’era dei samurai, anche qui in Italia è molto diffuso ma nella regione di Uji hanno inventato una coltivazione originale chiamata “Ooishita” (coltivazione coperta) che blocca la luce del sole che colpisce i germogli, in modo da ottenere un tè dolce e ricco di gusto. Questa è una regione particolarmente adatta alla coltivazione del tè, poiché l’area è strutturata a forma di ventaglio, garantendo un buon drenaggio una perfetta escursione termica. E’ un riferimento per la lavorazione del tè, infatti, anche le foglie di tè di alta qualità di altre regioni, vengono portate qui per essere lavorate da esperti artigiani.

Queste sono solo alcune delle tante belle novità che Gourmet Giappone porterà in Italia per la prima volta, il suo obiettivo è di farle conoscere e di spiegarne anche l’utilizzo grazie a numerose ricette, infatti, ogni giorno nel blog verrà pubblicata una nuova ricetta con immagine e procedimento. Prossimamente verrà lanciata anche una box mensile con abbonamento per ricevere a casa ogni mese una selezione di prodotti diversi, con ovviamente relativi spiegazione e suggerimenti di utilizzo.

Gourmet Giappone, la nuova frontiera del Sol Levante.

Cartella Stampa: qui

www.gourmetgiappone.com


IL CLUB del SAKE apre le sue porte per il NATALE

Il progetto è iniziato nei primi mesi del 2020 e i posti sono andati immediatamente esauriti. Ora riapre le sue porte e si propone come una brillante ed originale idea per il Natale: il  Sake Company Club.

E’ un club con un numero di posti molto limitati in cui ogni iscritto riceve mensilmente una bottiglia di sakè da 720 ml importata appositamente per il club, non presente in Italia fino ad ora e che non verrà messa in distribuzione. Un’assoluta chicca per stile e gusto caratteristico, accompagnata da tutte le informazioni tecniche ed i consigli dei sakè sommelier per degustarla nel modo migliore; inoltre, una volta al mese, Sake Company organizza una live in cui un sake sommelier, assaggia e commenta insieme agli abbonati il sake ricevuto.

E’ un regalo ideale sia per gli appassionati, sia per i professionisti, sia per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al sakè, assaggiando prodotti differenti, stili di produzioni diversi e allenando così anche le proprie capacità di degustazione

L’abbonamento può essere mensile, semestrale o annuale ed essere interrotto in qualunque momento senza alcuna penale.

Per il club: https://sakecompany.com/pages/sake-company-club